Come utilizzare una sessione per scrivere un’articolo _

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Come utilizzare una sessione di coaching per scrivere un post.

Di seguito un post scritto, nel 2021, in tempi di lockdown.

QUESTO LOCKDOWN SEMBRA NON FINIRE MAI!😱

È stata questa la frase che Marco, un mio cliente, ha pronunciato dopo le prime battute tra noi, mentre stavamo facendo conoscenza e gli stavo chiedendo che cosa lo avesse portato da me.

Questa frase, tra le tante frasi vaghe che il cliente ha dato come risposta alle mie domande iniziali, un po’ per conoscerci e un po’ per rompere il ghiaccio, mi ha colpito!

L’ho sentita arrivare forte e anche se mi aveva dato fastidio al tempo stesso mi veniva da sorridere.
Si perché quella frase mi ha riportato a qualche mese prima.
Quando, preso dal mio lavoro, e da nuovi progetti da avviare, avevo ignorato quei segnali del corpo, quel malessere e quei piccoli segnali di stress, che bussavano alla porta della mia coscienza.

Infatti, ad ottobre, per ben cinque volte, sono uscito di casa, dimenticando una volta il portafogli, poi i documenti dello scooter, la mascherina, lo zaino con il mio macbook, e dulcis in fundo le chiavi di casa per cui ho dovuto chiamare la mia compagna per poter rientrare a casa…

E vabbè… sono stato trattato come un vecchio rimbambito, ma alla fine mi è servito. 😁

Dopo quegli episodi ho capito che ero sotto stress e che, se la mia mente e le mie emozioni mi appesantivano, dovevo trovare una strategia perché il MIO LOCKDOWN finisse.

Si perché era accaduta una cosa: mi sentivo bloccato e impossibilitato in una situazione che pensavo di non poter gestire.

D’altra parte il lockdown non era sotto la mia responsabilità! Non avevo potere sul virus e non avevo potere sul governo e sulle decisioni prese.

Zona rossa, zona gialla, zona bianca, zona arancione. Esci ma alle 22 devi stare a casa. Vai al bar, ma stai fuori, metti la mascherina, ma toglila per addentare il cornetto eh! 😱😂

Insomma una vera rottura…

Ma su qualcosa potevo agire ed ho agito… e l’unica semplice domanda che mi sono fatto è stata: che cosa posso fare io, ora, semplicemente per sentirmi meglio fin da subito?

Ma torniamo alla sessione con il mio cliente.

Dopo quella frase gli ho chiesto che cosa volesse ottenere dalla sessione. E la sua risposta è stata: “VOGLIO USCIRE DA QUESTO LOCKDOWN!”.

Quando ha pronunciato questa frase, mi sono immaginato lui in un carcere con una serie infinita di cancelli da superare. 😁

Ed è stato lì, in quell’istante che ho compreso che quel tema, in quel momento sarebbe stato “scivoloso”, per me.

E ho fatto l’unica cosa che potevo fare.

Ho sorriso e mi sono detto: “Ok, caro mio, è il momento.”

Ho messo sul tavolo la mia esperienza riguardo al lockdown, il mio sentirmi frustrato e appesantito.

Gli ho raccontato di quei segnali deboli che erano arrivati nel mio corpo, di quei segnali di stress e delle dimenticanze.

Gli ho descritto esattamente come mi sentivo, cosa stavo facendo, dov’ero e con chi ero mentre mi sentivo frustrato e appesantito.

Gli ho parlato del mio percorso e di come ero arrivato ad una mia personale soluzione, ad una strategia che, per me, aveva funzionato.

E OVVIAMENTE SI TRATTAVA SOLTANTO DELLA MIA SOLUZIONE E NON DELLA SUA!

Alla fine gli ho chiesto: la mia esperienza ti è utile oggi?

Si, mi risponde.

E quali sono, nello specifico, gli aspetti utili per te?

Beh… innanzitutto la relazione tra quello che ci accade e il nostro corpo e le nostre emozioni come tu mi hai raccontato. Non ci avevo mai pensato…

BINGO!

Marco aveva capito che la prima cosa utile, da fare era fermarsi un attimo.

E mettersi in ascolto.

Ascoltare il proprio corpo e iniziare ad avere consapevolezza di come il corpo e le emozioni svolgano un ruolo cruciale, nella capacità di osservare la realtà, orientarsi e decidere.

Per non farla lunga posso dirti che Marco ha iniziato a muoversi per uscire dal suo personale lockdown!

Hai presente quelle scene dei film dove si vede il carcerato attraversare una serie di cancelli per poi uscire finalmente fuori?

Ecco… Marco ha varcato già alcuni cancelli.

Di certo ha varcato quello dell’impossibilità e del sentirsi vittima.

Adesso il lockdown non è più un’entità astratta ed esterna, ma è qualcosa, certamente condizionante, ma che si può affrontare e gestire.

Marco ha ancora da fare per uscire dal suo lockdown, ci sono questioni pratiche legate al lavoro e alle problematiche economiche da gestire, ma abbiamo già iniziato a lavorarci insieme.

Daje Marco!!! 😁

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