«Questa volta è diverso»: perché le relazioni sembrano fotocopie _

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«Questa volta è diverso.» Lui è diverso, lei è diversa, il lavoro nuovo è tutta un’altra cosa. Poi, qualche mese dopo, ritornano la stessa discussione, lo stesso silenzio, lo stesso nodo nello stomaco. Nome diverso, sembra la fotocopia.

Non è sfortuna

Quando una dinamica si ripete con persone diverse, raramente dipende solo dagli altri. Senza accorgercene tendiamo a scegliere ciò che ci è familiare, anche quando ci fa stare male: il dolore conosciuto fa meno paura del cambiamento. È il segno di uno schema relazionale, un modo ricorrente e in gran parte automatico di stare con gli altri.

Tre segnali che non è poi così diverso

  1. La sensazione è sempre quella. Cambia la persona, ma nello stomaco si sente lo stesso nodo.
  2. Il ruolo è sempre quello. Chi salva, chi capisce tutto, chi non chiede mai niente.
  3. Il finale si intuisce dall’inizio. Una parte di noi lo sa già, ma spera che «questa volta» vada diversamente.

Accorgersene è il primo passo

Riconoscersi in questi segnali non è un fallimento e non è una condanna. È un’informazione: uno schema che si vede è uno schema su cui si può iniziare a scegliere. Il passo successivo è osservarlo con calma, per esempio chiedendosi qual è la scena che ritorna e cosa si fa, un attimo prima che succeda.

Domande frequenti

Perché scelgo sempre lo stesso tipo di persona?

Spesso perché ciò che è familiare ci sembra più sicuro, anche quando non ci fa bene. Riconoscere lo schema aiuta a vedere la scelta mentre la si sta facendo.

Si può cambiare uno schema relazionale?

Uno schema si può riconoscere e, con il tempo, trasformare. Il coaching accompagna questo lavoro di consapevolezza, senza promettere risultati garantiti.

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