«Ecco, ci ricasco.» E subito dopo, quasi sempre, arriva il giudizio: «sono sempre la solita», «non cambierò mai». Chi ha già fatto un percorso su di sé lo conosce bene: si sa da dove arriva un certo modo di reagire, eppure ci si ritrova lì, di nuovo. Sono Erika Valentini e in questo articolo ti propongo un altro modo di guardare quel momento.
Perché capire non basta
Uno schema relazionale è un modo ricorrente, e in gran parte automatico, di stare con gli altri. Si è formato per proteggerci da qualcosa (il rifiuto, il giudizio, la paura di perdere qualcuno) e per molto tempo ha funzionato. Comprendere la sua origine è utile, ma non lo scioglie: uno schema si allenta quando impariamo a vederlo mentre è in azione.
Ogni ricaduta porta quattro informazioni
- La scena: dove sei, con chi, cosa è appena successo.
- Il momento prima: cosa fai un attimo prima di ricascarci.
- La frase: cosa ti dici in quel momento.
- L’evitamento: cosa stai cercando di non sentire.
Se la ricaduta diventa solo un’occasione per giudicarti, queste informazioni vanno perse. Se le raccogli, diventano la mappa del tuo schema.
Il cambiamento arriva per gradi
- Prima te ne accorgi dopo, a cose fatte.
- Poi te ne accorgi durante.
- Poi te ne accorgi prima, ed è lì che puoi scegliere una risposta diversa.
Accorgersene dopo non significa tornare al punto di partenza: è il primo gradino.
Esercizio: il diario del «ci ricasco»
Per una settimana, ogni volta che ti viene da dire «ci ricasco», scrivi quattro righe: la scena, cosa hai fatto un attimo prima, cosa ti sei detta o detto, cosa stavi evitando di sentire. Al posto di «perché sono sempre così?», chiediti: «cosa mi sta dicendo questa volta?». Dopo qualche settimana rileggi tutto, non per giudicarti ma per vedere cosa si ripete.
Se ripensando a certe scene emergono vissuti molto dolorosi, è importante farsi accompagnare da un professionista della salute.
Domande frequenti
Se ci ricasco vuol dire che il lavoro su di me non è servito?
No. Accorgersi di essere ricaduti è già un segno di consapevolezza: di solito il cambiamento procede per gradi, da «me ne accorgo dopo» a «me ne accorgo prima».
Questo esercizio sostituisce un percorso con un professionista?
No. È un esercizio di osservazione: non fa diagnosi e non sostituisce il parere di un professionista della salute.
Masterclass gratuita online, 28 ottobre
Alla Masterclass di Relazioni che Funzionano Erika Valentini conduce una sessione dal vivo con un volontario, seguita da un debriefing: vedi come uno schema diventa visibile.
Iscriviti gratis alla Masterclass.

